lunedì 5 marzo 2012

Cuore d'oceano - Michele Salvemini


Poesia e musica han viaggiato spesso insieme, forse sono nate dallo stesso magma primordiale, sicuramente l'una privata dell'altra (e non importa a quale delle due ci si riferisce) rimane appiattita, senza tridimensionalità, senza pluridimensionalità ma schiacciata in una formalità senza sostanza.

Così capita di tuffarsi alla ricerca creativa dell'uso della parola nel mare musicale e di trovare nuova materia fertile, nuovi confronti talvolta più stimolanti di quanto la poesia oggi riesca a dare.

In questo mio viaggio mi sono imbattuta nella nuova opera del Teatro degli orrori, Il mondo nuovo: concept-album interamente dedicato ai migranti e al tema dell’immigrazione.


Ci sono arrivata passando da Salvemini e dal suo contributo a questo lavoro le cui parole nude vorrei proporre in questo post: parole nude perché a mio avviso hanno un potere evocativo che vale la pena di gustare così, senz'altro sostegno che i soli versi.




La canzone la potete ascoltare QUI.

Mentre nel canale you-tube del Teatro degli orrori potrete ascoltare tutto l'album e leggerne i testi.


Cuore d'oceano 
di Michele Salvemini 

da Il Teatro Degli Orrori - Il mondo nuovo (2012)


Ti confido un segreto
a 20 anni ero nudo sul ponte
le onde di fronte e una spinta di dietro
dalla nave mi urlavano muoviti
ma non muovevo un metro
nell'abisso il gelo livido delle alture
non ho mai vinto il mare
per iniziare a nuotare
ho vinto le mie paure
nonostante il buio
nonostante il vuoto in pancia
chi si tuffa in acqua
mulina le braccia
ed io cosa vuoi che faccia
bevo e sputo
mi dimeno
bevo e sputo
Nulla mi placa
nulla e nessuno nessuno

Tuffati, America del Nord,
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
coraggio, vieni a prendermi
Tuffati, America del Nord,
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
e placo la mia tempesta
coi piedi e con la testa
nel ventre della marea

Padre
quando mi hai dato a quella nave
eri positivo ma
se regali tuo figlio al mare
non ti aspettare
che te lo riporti vivo
perché il mare
mi vuole bene
e mi trattiene
nella corrente
nuoto da cani
e come coi cani
mi tiene
con le catene
l'onda preme
come la voglia di riva
io fuggo dal dopoguerra
dalla mia terra
sì ma com'è finita
è finita che ingoio alghe e sabbia
orgoglio ed anche rabbia
e sento il ratatatà della mitraglia
e l'ammiraglia manda ordini
i fari degli elicotteri
anima pigra
guarda
la mia anima migra con i fenicotteri
e voi contendetevi ciò che rimane
l'inchiesta
l'inchiostro
il mostro
il vostro pane!

Tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
e tu non vieni a prendermi
Tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
nel mio cuore d'oceano
ostaggio della tempesta
che soffoca la mia testa
nel ventre della marea

io non aspiro
al regno dei cieli
e non aspiro
a quello degli abissi
voglio soltanto la terra
chiamala santa
chiamala nuova
chiamala terra promessa
o terra di mezzo
chiamala come più ti piace
io voglio la terra
e la voglio ferma
come sono fermo io
quando la notte
mi gioco la vita
a dadi con il diavolo
io non voglio morire
ma quanti morti in giro
vivono
e vivrebbero ancora
che cosa aspetti?

tuffati
Tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
coraggio, vieni a prendermi

Tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
coraggio, vieni a prendermi

Tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
coraggio, vieni a prendermi

tuffati, America del Nord
tuffati dentro di me
ho il cuore di un oceano
e placo la mia tempesta
coi piedi e con la testa
nel ventre della marea

mercoledì 29 febbraio 2012

Gli ultimi 40 secondi della storia del mondo in un thriller di Santarsiere


Scrivere una recensione su un thriller non è semplice: come incuriosire senza dare indizi? Come trasmettere l'enfasi per le lente scoperte del lettore che seguono di pari passo quelle dei protagonisti via via che la trama si snoda, senza seminare possibili sospetti?

Per gran parte del romanzo mi si sono sollevate le domande. 
E ad ogni domanda ne scaturivano inevitabilmente altre: perché un prete ben voluto da tutti subisce una fine così orrenda? 
E perché il professor Belisario, seppur sconvolto da questa morte, è così preoccupato delle stranezze del giovane figlio? 
E la rossa Elena cosa nasconde? 
E cosa porta il ricercatore documentarista Vardegas a Santerio? 
Chi è "la progenitrice"? 
Quale legame unisce il Malleus Maleficarum al libro di Enoch?
Riuscirà il commissario Sparagno a fare luce sulla matassa di misteri che via via sembra aggrovigliarsi sempre di più? 
E lui stesso cosa nasconde?

Santarsiere costruisce la trama di questo thriller nel senso letterale del termine: tesse i personaggi come fossero i fili colorati in un telaio.
Lentamente fa in modo che tra l'ordito s'intreccino fili diversi, diversissimi fra loro, fino a comporre una visione d'insieme.

Cattolicesimo e culti pagani compaiono e scompaiono in un gioco sottile di sincronismi, di credenze popolari, di un arcaico legame con la terra, di un antico canto che nella semplicità popolare ricorda che "i buoni non devono fare i cattivi". 
Fanno forse da sfondo alla comunità lucana di piccoli paesi ripiegati su se stessi, succubi di una politica e di un'economia profondamente inquinate ed inquinanti: o forse sono questi a fare da sfondo a vicende ben più grandi ed antiche.

Eppure solo alla fine ci sarà dato di vederne il disegno: un profilo che ci porterà ad intuire cosa è accaduto lungo gli ultimi, lunghissimi, intensi quaranta secondi della storia del mondo, sotto l'ala protettrice dell'antica Madonna Nera.

Mai scontato, mai banale, mai impreciso e sopratutto: mai prevedibile. 
Fino alla fine.

Stefano Santarsiere
Abelbooks
Primo premio al concorso Casa Sanremo Writers 2012

venerdì 24 febbraio 2012

Orfana


ORFANA

Sono orfana di Divino
perché Lilith è fuggita
e Inanna mutata
in meretrice di Babilonia.

Decapitata
a colpi di mazza
Ishtar Astarte
dalla furia di fede.

Orfana di Madre
di seni e di vulva,
di Parola di Dea
non mi resta che un velo

un azzurro chador infinito
che mi copra i capelli
e con essi
il senso – sensuale d'ogni
mio corpo
e pensiero.

© Micaela Balìce, "I Giardini di Inanna", Akkuaria 2011

venerdì 17 febbraio 2012

({}) One billion rising - 14 febbraio 2013



Il movimento creato da Eve Ensler, autrice del testo teatrale "I monologhi della vagina", V-Day.Org ha organizzato per il prossimo 14 febbraio (del 2013) un evento mondiale con lo scopo di portare attenzione nei confronti della presenza massiccia di violenza, domestica e non, verso le donne in tutto il mondo.

Nell'appello si sottolinea come la popolazione mondiale sia di 7 miliardi, di cui la metà donne. Un terzo di esse, secondo i dati ONU, vengono violentate o picchiate. 
Una donna su tre.
In nome di questo miliardo di donne che subisce violenza, V-Day.Org propone di raccogliere, in questo anno che viene, un miliardo di adesioni contro la violenza.

Il 14 febbraio 2013 un miliardo di persone (uomini e donne) sono invitate a danzare in tutto il mondo per smuovere la terra intera.


Si può firmare l'appello su www.onebillionrising.org
Si può seguire l'evento su Facebook at Facebook.com/vday
Seguire su Twitter @VDay; #1BillionRising



One in three women on the planet will be raped or beaten in her lifetime.
One billion women violated is an atrocity.
One billion women dancing is a revolution.


Una donna su tre nel mondo verrà violentata o picchiata durante la sua vita.
Un miliardo di donne violate è un'atrocità.
Un miliardo di donne che danzano è una rivoluzione.




Io, ovviamente, ci sarò.

domenica 12 febbraio 2012

({}) V-DAY - 14 febbraio


Il 14 febbraio in tutto il mondo si festeggia (anche) il V-DAY, giornata contro la violenza sulle donne proposta dall'omonimo movimento ideato e diretto da Eve Ensler dove V sta per Valentino ma anche Vagina e Vittoria. 




Il V-DAY nasce dopo il successo che il testo teatrale "I Monologhi della Vagina" ebbe in tutto il mondo dal suo debutto nel 1996 (per approfondire).

In questa giornata vengono proposti in diverse parti del mondo brani nuovi o vecchi dei monologhi durante eventi organizzati per raccogliere fondi a favore di organizzazioni che lottano contro la violenza sulle donne.

Non sempre però è possibile assistere ad uno di questi eventi, così vorrei proporvi di partecipare virtualmente al V-DAY con l'obbiettivo di parlarne, parlarne e parlarne ancora.

Potete aggiungere nei commenti a questo post un vostro "monologo", o una poesia o un brano che vi ispira e che sia attinente al tema e alla giornata.

Io inserisco una mia poesia.

***


ADAMO PILATO

Lavati le mani
delle tue responsabilità
Adamo Pilato
che ami il mio corpo
e ignori il mio spirito.

Pretendi di conoscere la mia anima
e di avere la chiave
del mio senso
ma mentre io muoio
tu ridi
e questo non è amore.

© Micaela Balìce, "I Giardini di Inanna", Akkuaria 2011
---











Immagini di Cristiana Bertotti













--
N:B: per visualizzare i commenti cliccare qua sotto (commenti).